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15 Giugno 2026Sibillini Romantici: a Montedinove il Centro Studi “Eraldo Vagnetti” restituisce valore alla memoria storica e artistica del territorio
Con l’avvio del Centro Studi Storico-Artistici “Eraldo Vagnetti”, Montedinove consolida uno dei risultati più significativi del percorso di valorizzazione culturale promosso nell’ambito del progetto Sibillini Romantici. L’iniziativa ha permesso di rafforzare il lavoro di ricerca, tutela e divulgazione del patrimonio storico-artistico locale, restituendo alla comunità un luogo dedicato alla memoria, allo studio e alla conoscenza del territorio.
Il Centro Studi è intitolato a Eraldo Vagnetti, figura profondamente legata alla storia di Montedinove, che ha dedicato gran parte della propria vita alla ricerca e alla divulgazione della memoria locale. La sua intitolazione rappresenta un riconoscimento al valore di un lavoro paziente e duraturo, oggi raccolto e rilanciato in una prospettiva pubblica, condivisa e orientata al futuro.
«Con l’apertura del Centro Studi Storico-Artistici – ha dichiarato Antonio Del Duca, sindaco di Montedinove – diamo concreta attuazione al progetto di sistematizzazione e valorizzazione dell’archivio comunale, restituendo alla comunità un luogo vivo di studio, ricerca e approfondimento, capace di rafforzare l’identità culturale e l’attrattività di Montedinove».
Tra le prime azioni pubbliche del Centro Studi si inserisce il convegno “I Maggi, gli architetti della ricostruzione del XVIII secolo”, dedicato a Carlo Maggi e Pietro Maggi, originari della Svizzera italiana ma vissuti a Montedinove. Da qui operarono in tutto il Piceno e nelle aree vicine, contribuendo alla realizzazione di chiese ed edifici che ancora oggi definiscono il profilo architettonico e identitario del territorio.
L’incontro, che si è svolto il 27 dicembre 2025, ha permesso di approfondire in particolare la figura di Pietro Maggi, formatosi anche a Roma e capace di reinterpretare i linguaggi architettonici del tempo nei cantieri del Piceno. La vicenda della famiglia Maggi è stata così riletta in una prospettiva più ampia, tra Svizzera italiana, Italia centrale e storia dell’architettura settecentesca, evidenziando il ruolo di Montedinove come punto di partenza di esperienze artistiche e professionali di rilievo.
Il convegno, introdotto e moderato da Marco Corradi, coordinatore del Centro Studi Storico-Artistici, ha visto la partecipazione di Cristiano Marchegiani, Stefania Bianchi, Fabio Marcelli e Carlo Maria Saladini. Gli interventi hanno unito rigore scientifico e chiarezza divulgativa, accompagnando il pubblico alla scoperta della famiglia Maggi, delle loro opere e dell’eredità architettonica lasciata nei borghi del Piceno.
La numerosa e attenta partecipazione del pubblico ha confermato l’interesse della comunità verso i temi della storia, dell’architettura e dell’identità dei luoghi. Il risultato raggiunto non si esaurisce nell’organizzazione di un appuntamento culturale, ma si traduce nella costruzione di un presidio stabile di ricerca e valorizzazione, capace di dare continuità alle attività avviate e di rafforzare l’attrattività culturale di Montedinove.
Attraverso il Centro Studi Storico-Artistici “Eraldo Vagnetti”, Montedinove lascia in eredità al territorio uno strumento concreto per continuare a produrre conoscenza, custodire documenti e testimonianze, valorizzare figure e luoghi della propria storia. È uno dei risultati tangibili di Sibillini Romantici, progetto che ha messo al centro la rigenerazione culturale dei borghi e la loro capacità di raccontarsi attraverso identità, paesaggio, patrimonio e comunità.

Il progetto Sibillini Romantici è finanziato tramite Avviso pubblico per la presentazione di Proposte di intervento per la rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici, da finanziare nell’ambito del PNRR, Missione 1 "Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura", Componente 3 "Turismo e Cultura 4.0" (M1C3), Misura 2 “Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale”, Investimento 2.1 “Attrattività dei borghi”, finanziato dall’Unione europea - NextGenerationEU e gestito dal Ministero della Cultura.





